martedì 7 aprile 2020

LA CHIMICA DEGLI ELEMENTI



Luci che si spengono, luci che si accendono, luci che si spengono, luci che si accendono, luci che si spengono, luci che si accendono… musica, musica, musica… e lei balla, io ballo, le ballo sempre più vicino, ci abbracciamo.
Esco fuori a fumare una sigaretta. Esce pure lei e mi raggiunge. Si presenta, mi presento. Mi inizia a parlare di sé:
<< suono uno strumento musicale il basso, ho la cresta, sono anarchica. Perché i giovani che suonano con la cresta sono anarchici!. Ci sono un sacco di posti, tipo centri sociali, dove esprimiamo le nostre idee di libertà, noi dentro e i fascisti fuori a mantenere l’ordine. Io ho studiato e sono laureata, la sera esco e mi diverto. Ora c’ ho una botta incredibile………. Bla bla bla >>
La bacio, ci baciamo per qualche secondo poi si stacca << ho una semispecie di fidanzato, è laggiù ci sta guardando >>. Mi giro, lo saluto con la mano.
Io sono ubriaco, scrivo poesie anarchiche.
Mi dice che lei non appartiene a nessuno, però forse quella semi-specie di fidanzato si arrabbierà un po’, ma non ora perché è “fatto” ed anche i suoi amici sono “fatti”.
Io sono ubriaco fradicio.
Mi dice di lasciarle il numero. Ce lo scambiamo. Poi mi raccomanda: <chiamiamoci!>.
Adesso, loro, vanno in un locale incredibile dove suonano musica, molto ribelle e underground.
<< Siamo a piedi. >>
<< Vi ci porto io. >>
Alla macchina sono uno-due-tre-quattro-cinque più io.
<< Entrate tutti dai stringetevi. >>
Si parte. Lei mi chiede scusa per i suoi amici. Non parlano sono taciturni perché sono “fatti”.
Io sono ubriaco.
Ma i “fatti” mi fanno subito notare che sto bucando i semafori rossi. Uno dietro, un elemento con sciarpetta universitaria “fatto”, mi dice: << attento-fermati-è-rosso! >>. Per fortuna mi fanno notare queste cose perché io sono ubriaco fradicio.
“Sweet home alabama... tatataratatatara…” suona la musica nella vecchia-scassata automobile con cinque “fatti”… e uno ubriaco…
Attraversata la città, col silenzio dei “fatti” e la parabola degli avvinazzati, si arriva al punto ics… locale gestito da uno forte, uno ganzo… o come dicono adesso i giovani (che-cazzo-ne-so) un tipo giusto, un tipo ok… boh!
M’invitano ad entrare ma declino. Sono ubriaco ma non cerco scuse: << ciao a tutti carissimi, me ne torno a casa, come farò senza di voi?! Nessuno mi avviserà del colore del semaforo! Vabbè dai, divertitevi, w l’anarchia, ciao >>
“This is the end, my only friend the end... nanananananaaaa...” la musica è cambiata.
Torno a casa, non la chiamerò di certo.
Io sono uno scrittore anarchico... io son già meno ubriaco.
Chissà se a loro è passata la “botta” minchia ooooh… anarchia, mah si, non so cosa voglia dire di preciso, mah si, rinchiudiamoci in dei titoli:
- Sir. F. gran scrittor anarchico malandrin sciarpa avventurier -.
t-h-i-s i-s t-h-e eeeeeennnnddddd!.


L'antico borgo digitale



Tik tok, c'è nessuno?
Tra balletti scemi, amici virtuali..
comunico a tastoni..
.
immagini sorridenti,
qualità, filtri
e dopo un flash
si torna arrabbiati
e penitenti..
non ho tempo di farmi un'opinione,
allora appalto i miei pensieri
ai personaggi più seguiti,
stato di polizia permanente,
giudicante, la gioventù
è più beghina
di un clericante..
.
sfido alla vanità,
metto in mostra
una mostruosità di nulla,
siamo protagonisti
di una novella 2000,
un rotocalco vivente
avvilente.. e siamo noi
che siamo ancor meno interessanti
delle persone "cosiddette" importanti..
.
la luce blu del monitor, il volto pallido,
i diti affannosi a mandar via opinioni,
verità scomode, trattati scientifici,
inopinabili verità..
senza alcun titolo ne umanità..
.
e poi
il gioco delle divisioni,
su tutto tranne che su
fattori importanti..
un bel popolo diviso
è un popolo che non potrà
far altro che raccomandarsi
ai suoi santi..
.
guardo le scie chimiche di balle,
al grande accesso e successo
della disinformazione,
sono furibondo perché
trovo volatili e volubili certezze..
l'immondo rumore e stress
hanno straziato e logorato
il silenzio e la poesia..
.
un tardo medioevo è arrivato
così presto, così svogliato..
ha messo a tutti il cappello dell'attore,
una dimostrazione continua di valore,
un saltarsi sulle spalle e scavalcarsi
perché sembra questo lo scopo ultimo..
godere di altro è impossibile,
l'uomo è passivo
passibile di vergogna,
recitante parte di carogna,
forte, autorevole per forza,
assolutamente scoraggiato
a riflettere (appoggiato ad un albero),
a muovere il corpo (dondolante),
a provare compassione
e cose astruse dall'altro mondo..
.
mentre chi critica
si lascia alle spalle l'umanità
e non serve molto
se non per affilare il suo io
e la sua vanità..
.
chi racconta verità
è il nuovo eroe biondissimo,
dall'alto della cultura
spiega ai culturisti
quanto è migliore di tutti,
per non annoiare troppo
fa qualche battuta di gran colpo,
assolutamente non-politicamente-
corretta,
e strizza l'occhio ai suoi seguaci...
.
ogni tipologia d'uomo
si racchiude in un guscio
(riconoscibile)
di persone che viaggiano
sulla propria linea..
e tutti questi mezzi segmenti
formano tutti insieme
la tribù più varia che si sia mai vista..
oddio.. sarebbe anche un bene..
peccato che le categorie
siano molto settarie
e i dialoghi all'esterno
siano molto poco
amichevoli..
.
troviamo ancora
mille modi per dividerci
e dopo il diritto di voto
siamo così pudici
da avere la gioia del diritto
ad insultarci..
.
e poi
a ripetere infinite e vuote preghiere
tristi e sconsolate,
in luoghi freddi e bui..
a ripetere azioni indubbie,
a vivere per il mercato,
per il dio delle banche
e del prodotto interno..
girando come la terra
su se stessi, nei giorni
senza rallentare,
per non perdere l'occasione
di sopravvivere in altre maniere..
a non imparare nulla dalle letture,
a tenersi sempre stretti la sciarpa al collo
e non scoprirsi per nessuno,
a non vedere niente di quello
che è il viaggio,
a non sentir più niente,
a rinchiudersi dentro
la propria megalomania,
a correre dietro rivoluzioni fittizie,
a sentirsi vivi negli angoli della legge..
.
e poi
un bel Cristo di silenzio,
un bel Cristo di primavera,
di cani che abbaiano al vento,
alberi secolari guardinghi,
prati profumati,
piccoli insetti animati
immersi in loro mondi..
ed il cielo che si fa scuro,
il sole fa posto alla luna,
i vecchi giorni che son passati dai soliti posti
e sembrano toccarti..
la frenesia che ti porta via, lontano
non ha anima, è assassina dei giorni,
porta via gli affetti.. mentre i gatti
non sono distratti dalla borsa,
il topo non ruba in appartamento,
una colomba fa pasqua..
.
e poi
riparte come sempre la corsa
ad una vacanza, ad una speranza..
lasciamo in sospeso a Settembre,
guardiamo a chi non è dei nostri
come tifoso della squadra avversa..
l'opinione di quelli più bravi
non sembra tanto differente
da quella dei cattivi,
è un'ipocrisia identica
ma con la ragione
inversa
dettata sempre
da un'annacquata
etica..
.
è tempo.. è arrivato il tempo,
di fare orge virtuali, saluti,
auguri.. senza sorrisi
passando a meno che
tu non sia schermo..
e nello scherno sollazzo,
vanesio beffardo..
ritroverò l'antico calore
di sorridere e pasteggiare?
passeggiare all'aria aperta
senza aver paura
d'una costruzione troppo diretta?
.
Archimede fotoritocco allegorico..
carriera magica.. soldi, lusso,
cartina geografica.. rabbia
imprecisata, nessuna risata..
auto rombante, fusto trombante,
vestito sgargiante, parola fetente..
nei giorni di giovinezza, poi..
cosa resta? - Un tributo alle tasse,
allo sviluppo del proprio paese,
un pizzico di burocrazia,
lo stipendio a fine mese..
poi.. musica indefinita
assolutamente non
indelebile,
generazione di passaggio-
cross-tiro in porta e
goal no-goal..
.
poi
sono qui a dire cose..
sono una lumaca,
amo l'amaca..
penso uguale
pari - pari
al mio tempo,
non me ne vergogno,
cado sempre in contraddizioni
premo il clacson, ho furia,
non penso.. impossibile
essere coerenti (d'un lato)
col proprio ideale,
come con se stessi
e dire ho sbagliato..
.
bramo, bramo, sì bramo..
bramo una lenta riunione
a cuori aperti, a cellulari
spenti.. tornare a creare
per se stessi.. e un'industria
che non voglia la tua anima
invano..

Banana Spread


Orde di pietà
ego-solidali,
finti cuori
solitari;
Strilli virili
virali in linea
col pensiero
violento virale
da clinica...
sono grande
filantropo
affilando
il buonsenso...
la verità:
non frega nulla
a nessuno;
a livello pratico
praticamente
è un balletto
su chi è il più
bello...
a livello teorico
è un tango,
"tango famiglia"...
mentre il corvo
estremo dall'altra
sala da ballo
risponde:
<fascio-e-sfascio>.
.
A mano alzata o pugno chiuso
nel ritmo incalzante
della musica tambureggiante
del tempo che si fa attuale,
resistono poco i sentimenti
perchè sono presi a noleggio
per confermare il proprio
ideale... idea, partito...
schiEramento;
schiAramento anale,
dittatura, libri da leggere,
carne da non mangiare,
da non sbarcare, divisi,
divise, alzare la voce,
alzare muri, alzare la croce...
ricchi e poveri, la biondina dei,
classe media inesistente,
non pervenuta, Vento a Canosa,
pubblicità dei media,
mai prendere una mezza/pinta,
influencer dai spinta alla moda
nel baratro del salario insipido;
rap, rapa in banca, banca in sold out,
sono ricco e violento, spacco il mondo,
il mondo non è tondo, fumo maria, prego Maria,
bacio Maria, rivoglio i Marò!...
.
Sono nel mondo dell'immagine
e non immagino, leggo grandi pensatori
non sapendo pensare, milioni d'informazioni
mi hanno reso disinformato a palate
ma a palestra mi voglio segnare,
nel nome del padre e del figlio,
lo spirito è santo insieme alla tonica;
la camicia, la sciarpa, il cappello,
commento ironico, commento sarcastico,
commento, omofobo, commento insensibile...
siamo distanti, arrabbiati, stanchi, sempre distinti,
distintivo, disinvolto, avvolto, storto
e non ci troviamo d'accordo...
i potenti sono d'accordo...
diplomatico, diploma, laurea,
aureola... sole, sale, soli...
indietro, un po'di silenzio,
sorridi, tutto questo è vento...
.
Maestrale, maestra, maestà,
picchio il bimbo, picchio sua mammà,
e odia i gay, odia chi odia i gay,
odia chi odia, oddio son tutti
ad odiare, fondamentale non
far vedere che hai paura;
fondamentalisti dell'Itis,
il cartellino è grande,
obliteremos, convinzioni,
vinci una bambolina,
gonfiabili, gonfiabile,
gonfialo, cazzotti,
cazzoni...
.
Siamo un popolo di deficit,
carenza matematica nel
due più due, che fa
quatto quatto;
calo lo spread
devo pippare...
la storia che ha commosso
il web, il povero ragazzo
diventato milionario...
ci sono le elezioni
e allora mi faccio vedere,
mi faccio vedere da uno bravo,
bravi, applausi, c'è l'erezione,
io voglio fare del bene, del pene,
toglimi la pena, toglietemi la penna...
.
Emigro, tu non sopporti i negri,
io lecco i vetri ai semafori,
foro, cambio la gomma, io voglio
la tua donna... il terrore
che prima era dei terroni,
dopo, è prima gli italiani;
mentre raccolgo arance al caldo
il freddo mio cuore ti accoglie
ed esco il cane che è mio amico
ed il gatto che è dio,
un po' come vi sentite voi...
.
Ho vinto un premio alla memoria
poichè, io, ho resistenza;
l'impertinenza tira fuori
tutti i morti, mentre i morti
di vita stanno a fare gli estremi,
estremi rivoluzionari, per accattare
un po' di figa, un punto di fuga,
un Like, una scarpa Nike...
ho bevuto da Starbucks
la balla dell'anarchico insurrezionale
con le sue Clark antisommossa
ed il capello all'aria;
come un aria di quattro stagioni,
di una pizza in compagnia,
di una pizza da soli, che pizza,
di Vivaldi, degli scaldavivande
Euronics...
.
Esce lo smartphone, esce il cane
abbandonato, Abbondio, don,
don lurido bastardo; c'è un App,
applicati un po' di più,
apple pie è dolce fumante
senza cristalli liquidi...
faccio la fila, fila e fondi,
compro il prodotto, mi fa pro,
mi fa dotto; scontrino, coltellino,
dolorino, fattura elettronica
della strega di stato;
porta male, pagare...
.
Se vuoi mi puoi pure bannare,
stalkerare, e tutti i contrari;
contrariati, contradaioli
dal nazi-onalismo pensare,
ma rispetto sì per il pompiere;
Pound è poeta e De Andrè cantautore
abbiamo politici su cui sbavare;
il carabiniere non mi deve beccare
a sfumacchiare e comprare, marocchino,
lì ci puoi trovare tutto il più bel
pensare, de tacco e de punta,
le manifestazioni, domani,
in strade diverse, di versi,
urla e libertà; mi rubano
in appartamento, sgomento,
tiriamo a campà...
.
Voglio ordine e pulizia,
mi ubriaco e vomito...
voglio giustizia
falsa e nella mischia...
mi arrendo, rendo il corpo,
la mente che mente, il gioco
del porco, l'oca; sei malato,
corri in corridoio, paga
il primario, prima era Mario
a prendere il fungo, adesso
il copriletto che prende
la muffa; la spondina
piegata, sei di un'altra
spondina... ancora ideali,
ancora saggi, poco saggi,
di uomini saggi, che dicono
cose sagge e uomini che
si mettono l'uno contro
l'altro, ics, due,
la schedina è morta
encefalogramma piatto;
schermo piatto,
piatto di spaghetti,
birretta, nazionale,
Peroni fredda, forza
Italia al nove
per cento; cento anni
di solitudine,
divorati dalla storia,
dalle storielle,
dalle fazioni,
dai faziosi
casinisti...
.
Facciamoci una tisana,
di timo, di limo;
ma temo, temo te,
temo che ricominceremo
a litigare, per cosa,
per l'umanità,
per qualsiasi cosa;
casa chiusa, carnivori vs
vegetariani, terrapiattisti vs
terra non so, sentimentalisti vs
etc, etc... e poi perchè non un caffè?
Le tisane non son per i duri, e lo zucchero?
Fruttosio no, zuccheri bianchi e puri,
per il grezzo c'è un movimento
che critica la sua inefficacia;
caciara, cacio e pepe e forza
Roma, Romolo a remo arriva,
anche San Remo arriva,
ed il natale non so,
quando arriva,
arriva...
.
Ho bisogno di fare i bisogni,
bisogna avere uno scopo nella vita,
ma non scopo la tua verginità
d'essere, il tuo spazio
vitale, il tuo ossigeno,
la tua comoda alcova,
il tuo Commodore 64,
il tuo sessantotto
comodo o meno;
non m'importa,
non impongo
una tassa
sulla poesia,
ne mia, ne tua...
per quale ragione
posso osare un commento
crudele, un crudo sapere,
senza sapere, oppure no,
è uguale...
non importa superare,
prevaricare, ostacolare
quando sei a poesia
sussurrare; il firmamento
che entra negli occhi,
il profumo selvaggio
della natura odorare;
non importa nulla
di quello che come
meteorite piove...
sento le emozioni,
lontane dal chiacchierare
e dalla marcia inesorabile,
insana e marcia,
nella produzione
di un ruolo...
.
Battersi per i propri diritti,
storti, battendo i tasti, battendo
tasti dolenti, inerenti all'attualità;
battendo il tempo che scorre
con una preziosa inutilità,
senza esser ascoltati veramente,
senza veramente averne facoltà...
tuttologi di tutto il mondo
disunitevi su qualsiasi tema;
uno spettro si aggira per l'Europa,
è lo spettro del qualunquismo...
ho la verità in tasca, non disdegno
di metterlo contemporaneamente
in tasca al mio prossimo;
in un futuro prossimo,
prossimo sposo, esco
dal gruppo, divento
macchina, ibrida,
ibrido soggiorno;
la quotidianità
di ogni giorno,
per spedirmi al creatore
già morto, senza ricorso,
senza rincorsa, senz'anima,
con postura prona, un bel posto;
ogni tanto un post socialmente
buono, peccato, era una brava
persona...
.
Io non disdegno la musica,
ma anche leggere e perchè no
il calcio... non tengo una corrente,
prendo la corrente come viene;
Trap per me è un allenatore
e non mi vergogno di legger
un manuale sui miei amati gatti...
non inorridite intellettuali,
non sogghignate tifosi,
non guardatemi con quell'aria o voi
musici di metallo o rock selvaggio;
saltello in ogni ingranaggio
con la faciloneria di un matto
e rido perchè non mi importa
un cazzo, non ho logica,
non son pedone di uno scacco;
abbraccio, romanzo, arte
senza che vi sia performance
da biglietto, senza pennello,
a boriosi incapaci
in tristi musei...
sei tu quello che non sei,
io non lo so, viaggio, anzi
resto, la povertà è in ogni
angolo, non solo a Calcutta
o Frosinone, la tachipirina;
la gioia divina del santo
che spogliandosi di tutti
i vizi, ne ha acquisito
uno peggiore: credersi dio...
.
Avevo un progetto
ma scivolo sulla banana,
precario che la casa
non compra; faccio un sit-in
dopo essermi rigirato il baffo
dal barbiere... se non va apro
una start-up e vado ad abitare
in un complesso di ville a schiere,
sulle schiene, è complesso, muratore,
moneta unica, unica via
là in fondo alla collina;
scivolo sulla banana
dei pensieri...
reggo l'alcol perchè
mi vuole bene, scivolo
sulla banana delle emozioni;
la protesta delle diciassette
è stata rimandata poichè, sembra,
che quell'ora non sia triste
ma sia happy-hour...
il lavoro è duro
non come i duri
che lavorano
duramente,
orgoglio
e prepuzio...
arroganza in saldo,
saldo un pezzo,
l'altro saldo sul divano...
nessuno fa sconti...
.
Scivolo via...
in questo caos di persone
che blaterano, si spintonano
e vomitano... per restare
solamente aggrappati
all'albero della
propria vita...
.
Scivolo...
cado continuamente
nel gorgo,
tra poesia e realtà...

La notte più bella dell'anno



Abbiamo scoperto che babbo natale
non esiste, lo abbiamo scoperto
una notte fredda, quando
quel povero ragazzo
sputò i polmoni sull'asfalto
e lo portarono via, dentro
una coperta scura.
.
Quel babbo natale così buono
obbedì al desiderio del re ladrone
ed anche la luna, in quella notte,
si fece piccola, piccola.
.
tremendi spasimanti, cantori
di litanie d'odio e preclusione,
aspettavano frementi di desiderio
l'arrivo del giusto tra i giusti,
con il loro volto cadavere
nella notte più bella dell'anno.

martedì 22 maggio 2018

Nella notte dei tempi


Ballo nell'oscura notte, uno spicchio di luna
è una luce sufficiente, per tenermi in vita...
il riflesso nella mia mente ha il tuo volto
candido, che mai sparirà in me... mai più
ti vedrò, dolcezza, il ricordo non basta
anche se è l'unica cosa che ho...
poterti accarezzare un'ultima volta,
com'è prezioso ogni istante...
spero adesso tu abbia trovato la pace...
io rincorro ancora emozioni, in un turbinio
di gioie e disgrazie, cerco ancora occhi
da stringere al petto, mentre commuovo
i miei occhi per te... ovunque sia,
ovunque sarà, la tua anima distrutta,
io ti canto, insegnante d'amore
nel bel mezzo di una guerra di stenti...
ballo per te nella notte dei tempi
e ti rendo il mio omaggio migliore.

martedì 9 gennaio 2018

#

Nella vecchia misantropia
ia ia oh
non c'è nessuno
yuppi
nessuno
yuppi
nessuno

yuppi...

mercoledì 11 ottobre 2017

mercoledì 24 maggio 2017

*

non voglio piacere
a nessuno -
non voglio condividere
niente -
stare lontano dai propri simili,
non è paura...
ma buongusto

domenica 30 aprile 2017

*

persiane sbattono-
armadi scricchiolano-
porte chiuse-
il vino va giù
come una tempesta-
arriva la pioggia
che spazza la piazza
e la testa

mercoledì 22 marzo 2017

*

ardo fiamme rosse
come tramonto rosso,
cado per terra
mi arrendo alla
terra rossa,
statico il corpo
mentre col profondo
della mente
scavo la fossa

domenica 12 marzo 2017

*

oltre il muro dei puri
e l’abbraccio dei bugiardi,
l’agognata rassegnazione
dei disillusi
e la freddezza impostata
dei deboli,
oltre la pochezza
dei materialisti
e la nauseabonda certezza
dei critici…
oltre i giorni e le notti
degli statici,
oltre te, oltre me,
oltre la verità
di tutte queste
parentesi

venerdì 18 novembre 2016

E LIBERACI DAL BENE cap2. n.2

altra sigaretta, ore due della notte…
una notte…
la notte è sempre notte,
niente da aspettarsi.
.
il sole, quel coglione, se la dorme
e se la ride
quando colora il cielo di un blu
fittizio.
.
Intanto crepa l’ausilio di un Dio
E le risate si fanno inaspettate
.
Brillano tante piccole, insulse, stelle
Ed in galassie sconosciute
Crepano tante piccole
Luci
.
S’alza un vento di libeccio
Dopo che la Siberia è andata finita.
.
Tre di notte… solo di notte…
Sei il grande Re di un bel niente,
questo è quello che voglio…
mentre alle cinque si alza
l’orgoglio

sabato 15 ottobre 2016

***E Liberaci Dal Bene (cap2- n. 10)***

Io mi ricordo che parlavo
di politica e anarchia,
pensavo alla giustizia sociale
e ai sacri ideali irrinunciabili
.
dove tutto non era altro
che un limite
e l’ideale era un poco
di filosofia spicciola
.
una scusa, uno scopo,
un essere
che vuole essere
e finisce nel turbine
.
la maturità
non è altro
che
la consapevolezza
di non poter raggiungere
qualcosa di comune
ma dover arrangiare
la propria
condizione
.
in questo fastidioso
rumore di tempo,
di sabbia che cade,
di frastuono
del giorno
.
mi son fermato un attimo,
ho preso un bel respiro
ed ho evitato ancora
una volta
la sconsiderata gaiezza
degli ideali

martedì 4 ottobre 2016

ALL’ANIMA… DI QUESTI TEMPI

Chiusi daa foreste di plastica
dovee l’orizzonte non penetra,
riesci solo a sentire la musica lenta
di un dolore profondo che scivola via.
Sei fantastica luce dell’anima
che resisti con gli ultimi tremiti
ad un volgare soldato di sale
che con un soffio tenta
di spegnerti.
.
Nell’aria ovattata del tuo secolo,
dove il freddo si coglie sui volti,
non servono quei maglioni di lana così tristi
a riscaldare i cuori dei socialmente inutili,
con le ultime ironie da tastiera,
i paraocchi degli ideali alla moda
e la vanità che la fa da padrona.
Sotto un semplice cielo mai visto,
io dico all’anima… di questi tempi… resisti!

sabato 23 gennaio 2016

DAL FUMO

Dal fumo acre,
fumo attivo nei polmoni
come gioia di una misera autodistruzione,
al fumo passivo d’infinite giornate grigio fumo...
con l’impressione
di non saper cosa ti ucciderà
lentamente.

mercoledì 20 maggio 2015

N.5

Da da da dannn… la quinta di Beethoven è stata l’assoluta novità nella musica del tempo, un colpo di genio… tre noti brevi e la quarta allungata… un qualcosa che ti parla e ti dice: << hey bello dove ti credi di andare? >>. E tu: << io veramente stavo cercando di non pensare! >>. E lui: << senti il profondo di questo suono, la nota breve, la semplice nota breve che ti fa sprofondare negli abissi dell’eterno dannn >>.
Notti di nebbie, notti di Vienna… freddo e freddi cappotti, notti senza luna, sfarzi senza oscuri presagi di terrore nel profondo, oscuro… destino!

giovedì 14 maggio 2015

***

Ho trattenuto un pensiero
Eccolo qua sei arrivato
In un lampo ed è gioia
Suggerito dal mio spirito
.
L ’ho trasferito alla mano
Per la mia volontà vanitosa
Mi permetto di far da tramite
E di prenderne tutti i meriti
.
La penna l ‘ha scritto
E mi è rimasto impresso
Penso non è opera mia
Grazie spirito guida
.
Il mondo l ‘ha giudicato
Ma infondo tutto ciò
Non ha una grande
Importanza

sabato 9 maggio 2015

ADE

Dal promontorio della luce si può notare i colori bianco e blue… bianco di una colonna che regge una società antica e blue di un infinito mare. Alla fine di questo promontorio, con una discesa ripida… l’ade. Discesa ripida, corsa che il tempo pazientemente vince, tu hai perso pure il panorama di distese di montagne brulle… la tua corsa verso il basso ti ha fatto perdere le gioie della vita.
Dal grande fiume Lete hai bevuto l’acqua e scordato la tua vita precedente. Ulisse con la sua stancante e sofferta vita di Re opta per una vita semplice, Agamennone stanco delle miserie umane sceglie di esser aquila. Tra vortici di fuoco, schiantati in un suolo inusuale di un mondo inusuale… le anime affatto originali se ne vanno in un luogo in penombra, il prato degli Asfodeli… le anime nobili nel campo Elisi. Virgilio nel campo del pianto, riservato ai morti per suicidio o per un’anima troppo inquieta… i morti senza tomba, senza sosta vagano fuori da tutti i regni.
Sotto il mondo che conosciamo, l’ingresso nell’occulto… l’occulto che ogni civiltà si prepara…

giovedì 16 aprile 2015

GIORNO DOPO GIORNO

il tempo corre e non l’afferro,
come i capelli lunghi
che adesso son tagliati
a modello impiegato,
ho stirato la t-shirt
dei Doors
nell’armadio ripiegata
per lasciar spazio
ad una camicia,
a un animo
più inamidato
.
il tempo corre e non l’afferro,
mi è sfuggito lo spensierato ridere,
non l’ho gustato in pieno
ma forse va bene così
proprio perché era
spensierato
.
il tempo corre e adesso lo afferro,
ma adesso è troppo tardi,
adesso capisco quanto sia prezioso
che fatica renderlo speciale,
abbraccio qualsiasi domanda
e penso ad ogni virgola,
rimpiango e ricordo con dolcezza…
intanto il tempo
continua a prendersi gioco di me
uccide giorno dopo giorno
quello che sono
e quello
che vorrei essere…

mercoledì 15 aprile 2015

LE FARFALLE IN AMORE

Delicato sbattere d’ali
Il sole illumina i disegni
Cosa c’è di più magico
D’amarsi volando
.
Un balletto tenero e delicato
Dolci creaturine del fato
Sottile la vita mai un attimo ferme
Adesso angeli ma prima verme
.
E finalmente spiccate il volo
E vi baciate librando in alto
E mi lasciate quaggiù da solo
Ad ammirarvi, e nient’altro
Vorrei volare con voi
Sparire pian piano da qui
Non udir più il suono
Della marmaglia di gente
.
Parlare volando poesia divina
Poggiarsi delicatamente su un fiore
D’ogni raggio conquistarsi il calore
Amore, amore fine, come d’ali sbattenti
Musica del vento, invecchi ed angelo diventi

lunedì 13 aprile 2015

***

passeggiavo per strada…
.
le auto affannose
corrono di qua e di là
in un ritmo patetico…
fare, fare, fare –
andare, andare, andare –
da per tutto, veloci…
ogni mattina
il giorno è già scritto –
un tranquillo giorno frenetico…
spuntano corna, si pestano i clacson,
tutto a tempo di record…
e la sera non rimane nulla…
nessun premio…
.
ogni giorno vedo le solite auto,
i miei soliti piedi passeggiano,
il solito sole batte sul cemento,
il solito paese, il solito cristo,
il solito scopo, il solito non
pensare
.
ed ecco passare il vecchio,
e poi un giovane,
la mamma coi bimbi,
la nonna subito dietro,
l’operaio,
il riccone,
un gran pezzo di fica,
un motorino,
io,
altri pochi passanti
in silenzio, già morti…
tutti a non pensare,
macchinette che si muovono
perché si devono muovere,
a fare stronzate perché bisogna farle,
a farsi schiacciare per la troppa paura
e trovare comunque una sorta di felicità…
a sentire le notizie serie che ti prendono per il culo,
e credere, sperare, in qualcosa di nuovo…
ma tutto sì ripete… è un circolo vizioso…
come il passaggio delle auto, del sole, del cristo,
della gente smorta, delusa, stanca, egoista…
.
passeggiavo per strada… in tutta la sua follia…
a domani

venerdì 10 aprile 2015

SULLA NATURA

Ritrovo a sprazzi la natura… natura rettangolare, affogata di cemento ai suoi bordi. È straordinariamente bella la solitudine condita di natura… non c’è anima più leggiadra di chi rifugge ad ogni marea sociale.
Se vedo distese di palazzi e negozi mi si chiude lo stomaco… lì piccoli uomini gareggiano senza pietà… sono gli Dei della bugia, della scalata all’effimero, di sopravvivere con tutti i mezzi, di abbandonare il cuore per il tranquillo quotidiano.
E allora vedo, e voglio vedere, distese di verde dove lontano compare una palla gialla che scalda tutte le prepotenze, che scioglie tutti i vizi, che ridimensiona tutte le brame, che rende insensata ogni voglia d’inganno, ogni progetto di stabilità.
La natura risponde all’umanità sorda… puoi distruggerla o non considerarla… puoi far tutto… tu sei niente!

martedì 7 aprile 2015

POESIA BRUTTA

(della durata di quasi una settimana)
.
Ho bevuto una birra fresca, alle 18e30 di una tarda sera di un lunedì festivo d’inizio estate. Qualche chiacchiera, qualche sorso e qualche sigaretta… poi con la mia vecchia automobile mi sono dileguato. Autoradio con musica troppo triste per pensare… mi son fermato in un ristorante di mia conoscenza ed ho ordinato un primo e ¼ di vino sfuso. Guardavo gli altri tavoli “persone si direbbe allegre, a mangiare e sparlare senza sapere cosa delle due gli piace di più” non ho tempo di pensare, la testa gira, non sono nessuno degli altri… gli altri non vogliono aver niente a che spartire con me, io lo stesso. Mangio, poi nel retro le macchinette… quelle mangia soldi… anche loro hanno mangiato 20 $ dei miei. Ho finalmente il portafoglio vuoto e posso tornarmene a casa, con anche la testa vuota e i pensieri… niente, nulla…
Finché vagavo ero nel limbo, poi torno a casa e scrivo questa pagliacciata…
Di poesie brutte ne ho lette ma questa le batte tutte… potrebbe esser pure sporca se vi raccontassi di stamattina… beh stamattina mi sono masturbato (tirato una sega come si dice dalle mie parti) e niente più. Se solo avessi più coraggio vi potrei raccontare storie fantastiche, ma non ne ho affatto… sono pigro e cacasotto, son tutto fuorché perfetto e scrivo poesie brutte e sporche. Non ho un editore, ne un lavoro stabile… io non sono stabile, ho barba lunga per coprire un viso poco credibile. Negli ultimi dieci anni ho scritto undici libri… pagine buttate, tempo sprecato… mi sono divertito però e poi non è che vi ho molto scocciato, io me ne sto nel mio e tanto voi mai potrete leggere questa merda, finirà nel dimenticatoio, come io e come voi che non vi conosco.
È cominciata ora una nuova era di ancor più solitudine, arriva la matura età e ancora non riesco a scrivere cose belle… con le noiose non si va da nessuna parte, con le poesie brutte si finisce al manicomio. Resto desto nella stanza, all’età che tengo, ancora così, a fare il giullare creativo mentre dovrei proprio pensare ad esser un membro attivo nella società dei seri… invece mi diletto in questa pazzia che non raccoglie frutti ma che è un po’ come masturbarsi… fa piacere!…
Non ci sono facce belle o brutte, le facce sono tutte uguali, dipende solo dai sentimenti che ti esplodono dentro e la faccia si plasma a seconda di questo… se tu cedi all’ingordigia, all’egoismo e alla prepotenza… è matematico che avrai una faccia brutta… guarda quella dei politici, per esempio!. Devi compilare il modulo, modulo di qui, modulo di là… la burocrazia è ridicola in confronto al nostro destino ultraterreno… metti un timbro e spediscimi in paradiso brutto stronzo!!. Uomini piccoli con baffetti curati e camicie bianche muovono ingranaggi di società, ma sono squallidi in confronto all’eternità… carte bollate di uomini famosi cos’è questo!!… spazzatura amico mio, c’è qualcosa di più grande molto più grande della storia di tutti e di te… non vali un cazzo lo vuoi capire?!… non ti atteggiare per favore… ridi, balla, urla… scendi all’inferno della luna piena di alcol, nella notte piena di stelle, notte piena, ubriaca di gin… sto respirando… allora sono vivo menomale… ma son vivo perché scrivo. Posso dire grandi cose, fai finta che le abbia dette, non sono bravo con certe cose, ma dato che la mia condizione è così fragile, voglio restarti nel cuore, prima che un’inconsapevole istante mi porti via…
Ci deve esser anche la poesia perfetta, che esprime la mia voglia, il mio urlo, le mie viscere… oggi ancora non la trovo, ma domani giuro che la scrivo… prima di lasciarvi e lasciare questo triste mondo voglio mandare un vaffanculo totale, lasciatemelo fare, ora che ancora riesco a muovere il mio corpo e la mia anima, non posso lasciarmi sfuggire questa occasione. Anche con una poesia brutta, non letta e non visualizzata… vi dico… viviamo… moriamo solo quando quel bastardo lassù ci stacca la spina, per andare dove il sentimento non ha importanza… quindi non importa nulla di tutto quello che ti insegnano ad importare. Liberi signori miei, urlate più pazzi che potete o forse più sani di come non lo siete mai stati…
Poesia brutta, o forse anche poesia non è… ma chi se ne frega… da nessuno di voi illuminati mi interessa il giudizio e nemmeno voi sadici della grammatica, potete risparmiare il fiato. Se poesia non è, sarà comunque il mio personale sfogo… non mi reca nessun fastidio e non faccio nessuna fatica a scrivere. Voi scrittori che la fate cambiate lavoro, se questo si può chiamare lavoro… ci guadagno solo in salute… serve per non cadere in un precipizio ancora più buio e l’estetica la lascio a chi ha poco da dire…
non ho bevuto una birra fresca alle 20e15 di una sera di domenica… è passata quasi una settimana dall’inizio di questa brutta poesia… come previsto nulla cambia, potrebbe durare un anno questo scempio… ed ogni settimana sarebbe uguale a quella precedente…